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La rivalsa dell’acciuga

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azzurro, azzurro, azzurro…la terribile mareggiata dello scorso mese ha spazzato e tormentato la costa ligure e poi, via, ha lasciato un colore nel cielo incredibilmente terso e trasparente e un sacco di danni, problemi, disastri…

Il mio sguardo pittorico ha cercato di scavalcare e guardare oltre (in realtà solo in superficie, lo strazio è presente ma se non alzo lo sguardo mi infrango come un’onda lunga)

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non dico i luoghi, lo sguardo genovese li riconosce, che per me si sono fatti universalmente liguri: azzurro, azzurro, azzurro…

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e, come sempre accade, la mia mente ha spaziato altrove, questa volta nei recessi del mare e ho pensato alle acciughe, le “anciùe”…viste non  come una prelibatezza della nostra gastronomia e mi son detta: sono le ultime degli ultimi, perché non donar loro uno sguardo affettuoso? e di lì è sorta una serie di regalini natalizi per amici spiritosi…

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sulla battigia (il “bagnasciuga”) avevo l’imbarazzo della scelta tra i poveri meravigliosi detriti del mare ammotticchiati nel desiderio di pulire le spiagge tormentate…

e così è nata la serie “la rivalsa dell’acciuga”…che a piene mani farò nuotare sotto gli alberi dei miei amici…

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e pure ci sarebbero  i titoli…”sulla pizza mettici un’oliva”…” i bianchetti sono i miei bambini”…”sotto sale meglio i capperi” e così via con vegane filosofie…sperando che tutti si astengano da battute cannibali…

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blue, blue, blue … the terrible storm last month swept and tormented the Ligurian coast and then, on the way, left a color in the sky incredibly clear and transparent and a lot of damage, problems, disasters …

My pictorial look has tried to climb over and look beyond (actually only on the surface, the torment is present but if I do not look up I break like a long wave)

I do not say the places, the Genoese look recognizes them, which for me have become universally Ligurian: blue, azure, blue …

and, as always happens, my mind has spaced elsewhere, this time in the recesses of the sea and I thought of anchovies, the “anciùe” … seen not as a delicacy of our gastronomy and I told myself: they are the last of the last , why not give them an affectionate look? and from there a series of Christmas gifts for witty friends …

and yet there would be titles … “on the pizza put an olive” … “the whitebait is my children” … “in salt better capers” and so on with vegan philosophies … hoping that all refrain from cannibals wisecracks…

dedicato a Pendolante

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Quattro giorni la settimana insegno disegno in una minuscola e meravigliosa scuola in una valle genovese, scendo alla stazione e sono accolta da freddo e profumi di campagna: terra, nebbia, erba rappresa dalla notte, fumo di fuoco a legna.

Arrivare lassù comporta 40 minuti di treno, linea Genova-Arquata Scrivia. 40 minuti sono pochi e sono tanti, sommati sono 80 al giorno, 320 la settimana…insomma: PENDOLO, usando un termine dell’amica blogger PENDOLANTE che si occupa con poetica visione di questo stato…cosa fa un pastello blu sulla linea Genova-Arquata?

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Porto con me un’attrezzatura minuscola: un album da schizzi piccolo come una mano, un mozzicone di matita 2B (questa durezza è per me ineguagliabile) e un pennarello dal tratto sottilissimo e, di soppiatto, disegno alla velocità della luce gli altri pendolari…

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che non si accorgono minimamente che li sto ritraendo, proprio MAI!

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cosa fanno? perlopiù sono ipnotizzati dai loro telefoni, parlano, invadono il campo uditivo, non si accorgono di nulla (durante il tragitto passiamo sotto il ponte Morandi con tutte le tracce della tragedia ma difficilmente alzano lo sguardo)

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per me, che disegno con la lentezza di un bradipo addormentato, questo è un esercizio molto utile

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dicendolo alla maniera futurista è una specie di “scuola della velocità”…

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Four days a week I teach drawing in a tiny and wonderful school in a Genoese valley, I get off the station and are greeted by the cold and scents of the countryside: earth, fog, grass from the night, wood fire smoke.

Getting there takes 40 minutes by train, Genoa-Arquata Scrivia line. 40 minutes are few and many, summed up are 80 a day, 320 the week … in short: PENDOLO, using a term of the friend blogger PENDOLANTE that deals with poetic vision of this state .. what a blue crayon on the line Genoa-Arquata?

I carry a tiny piece of equipment with me: a sketchbook as small as a hand, a stub of pencil 2B (this hardness is unparalleled for me) and a marker with a very thin line and, sneak, drawing at the speed of light the other commuters. ..who do not even realize that I’m portraying them, just NEVER!

What are they doing? mostly they are hypnotized by their phones, they speak, they invade the auditory field, they do not notice anything (during the journey we pass under the Morandi bridge with all traces of the tragedy but they hardly raise their eyes)

for me, drawing with the slowness of a sleeping sloth, this is a very useful exercise

telling him in a futuristic way is a kind of “school of speed” …

 

Luce e splendori tra i Palazzi dei Rolli

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In questi giorni Genova è immersa in una luce straordinaria: freddo asciutto e trasparente, un forte vento settentrionale che porta via ogni traccia opaca nell’aria.

Il risultato è una gioia del corpo e dello sguardo ed io, arrampicata sui tetti dei Palazzi dei Rolli, continuo la  storia d’amore con la mia città…

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Il vento impedisce il disegno prolungato, ho provato qualche schizzo ma la velocità purtroppo non mi si adatta, quindi sono rimasta estasiata in ammirazione, beandomi di tanta luce, tanta trasparenza, tanta meraviglia

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Gli interni sono senza parole, cosa dire davanti a questo esempio di intelligenza e maestranze eccelse?

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I visitatori sono sempre frettolosi,  voraci e quasi indifferenti…come fanno a non esultare e stupire?

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Bene, molto bene per la mia personale fruizione: vago inebetita dal piacere, annuso, mi fermo, torno indietro e ogni volta (anche se mi accade con una frequenza estrema) mi meraviglio, quasi non riesco a tollerare tanta bellezza, devo fermarmi, chiudere gli occhi  e, lo confesso, talvolta mi commuovo sino alle lacrime: sono così grata alla mia città, sono così grata a tutti coloro che hanno permesso questo…

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I giardini sono quasi invisibili dalla strada, sono ricavati da terrazze estratte dal terreno scosceso che ci contraddistingue, alcuni Palazzi ne hanno più d’uno

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SI potrebbe trascorrere un secolo in Strada Nuova e non si riuscirebbe a vedere tutto…ma i Rolli non sono solo lì…prossimamente mi sposterò anche altrove…intanto vi anticipo via Balbi, via universitaria  dove i Palazzi dei Rolli abbondano…

iniziamo con Palazzo Pallavicini, dove ancora vivono i discendenti di altri proprietari che nel tempo si sono succeduti, i marchesi Cattaneo Adorno…

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Ospita la più importante pinacoteca privata d’Europa…la regina Elisabetta quando venne a Genova, dove lo prese il tè? indovinate un pò….

 

 

In these days Genoa is immersed in an extraordinary light: cold and transparent cold, a strong northern wind that takes away every trace opaque in the air.

The result is a joy of the body and the gaze, I, on the roofs of the Rolli palaces, I continue the love story with my city …The wind prevents the prolonged drawing, I tried some sketch but the speed unfortunately does not fit me, so I was ecstatic in admiration, beandomi of so much light, so much transparency, so much wonder

The interiors are speechless, what to say in front of this example of high intelligence and workers? Visitors are always hasty, voracious and almost indifferent … how can they not exult and amaze? Well, very good for my personal use: vague dulled by pleasure, sniffed, I stop, I go back and every time (even if it happens to me with extreme frequency) I wonder, I almost can not tolerate so much beauty, I have to stop, close eyes and, I confess, sometimes I am moved to tears: I am so grateful to my city, I am so grateful to all those who have allowed this …

The gardens are almost invisible from the street, they are made out of terraces extracted from the steep terrain that distinguishes us, some Palaces have more than one

You could spend a century in Strada Nuova and you would not be able to see everything … but the Rolli are not just there … soon I will move elsewhere … in the meantime I will advance via Balbi, university street where the Palazzi dei Rolli abound …

we begin with Palazzo Pallavicini, where the descendants of other owners who have succeeded one another live, the Marquises Cattaneo Adorno … …This palace hold the most important private art gallery in Europe … Queen Elizabeth when she came to Genoa, where she got tea? guess what …

 

 

Palazzi dei Rolli (due passi in Strada Nuova)

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Fu creata nel sedicesimo secolo per avere una strada residenziale per le famiglie più potenti della Repubblica Genovese e divenne un esempio di meraviglia e magnificenza. Ritratta e decantata dal Rubens che ne eseguì rilievi straordinari, fu motivo di viaggio di studio da parte di artisti di tutta Europa. “La Via Aurea”, così venne chiamata la Strada Nuova, oggi via Garibaldi…manco a dirlo, i suoi palazzi sono tutti iscritti nei Rolli (in un’altra puntata racconterò la classificazione che venne data ai palazzi), quasi tutti inseriti nel primo Rollo, quello dei palazzi più lussuosi e degni di ospitare le personalità più importanti (papi, principi, imperatori).

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Le architetture sono impossibili da descrivere (solo Rubens c’è riuscito…diciamo che se la cavava proprio bene col disegno…) hanno quasi tutte meraviglie nascoste: giardini pensili, interni, ninfei, fontane che si possono ammirare solo entrando nel palazzo.

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Spesso si può accedere ai terrazzi più alti e poi ancora su su, sino ai tetti, dove ci sono minuscoli poggioli che vi proiettano sullo splendore della città sottostante, e arriva il vento, il profumo del mare, la voce dei gabbiani, il sole o la pioggia…e voi siete lassù, nel cielo e nell’anima di Genova.

 

 

It was created in the sixteenth century to have a residential street for the most powerful families of the Genoese Republic and became an example of wonder and magnificence. Portraited and praised by the Rubens who made extraordinary reliefs, it was a study trip by artists from all over Europe. “The Via Aurea”, so it was called the Strada Nuova, today via Garibaldi … needless to say, its buildings are all registered in the Rolli (in another episode I will tell the classification that was given to the buildings), almost all inserted in the first Rollo, the one of the most luxurious palaces and worthy of hosting the most important personalities (popes, princes, emperors).

The architectures are impossible to describe (only Rubens succeeded … let’s say that he got along really well with the drawing …) they have almost all hidden wonders: hanging gardens, interiors, nymphaeums, fountains that can only be admired when entering palace.

You can often access the highest terraces and then up again, up to the roofs, where there are tiny balconies that project you to the splendor of the city below, and the wind comes, the scent of the sea, the voice of the seagulls, the sun or the rain … and you are up there, in the sky and in the soul of Genoa.

I Palazzi dei Rolli (prima parte)

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è difficile cercare di raccontare uno dei patrimoni artistici più importanti del mondo…(scusate il mio solito orgoglio genovese ma stavolta sto toccando un argomento davvero incredibile)…vorrei iniziare da questo: Genova sta attraversando un periodo difficilissimo e, per bilanciare la cappa di apprensione che ci sta soffocando, mi sono messa di buona lena a studiare e disegnare uno dei suoi tesori più preziosi: i Palazzi dei Rolli. Cosa sono? Cosa erano?

Nel 1576 la Repubblica Genovese stabilisce, con decreto senatorio, che i palazzi più belli della città dovevano essere messi a disposizione per ospitare le più alte personalità d’Europa che arrivavano in visita…stiamo parlando di imperatori, principi, papi…praticamente un sistema pubblico di dimore private…

L’elenco dei palazzi degni di tale carica (ce ne saranno diversi con aggiornamenti vari) si chiama “Rollo degli alloggiamenti pubblici” e contiene decine e decine (si è arrivati a circa 150) palazzi di proprietà delle famiglie più ricche e potenti della Repubblica.

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Le suddette famiglie si accollavano spese esorbitanti ma ne traevano vantaggi stratosferici (immaginate quale rete di “pubbliche relazioni” si stabilivano quando un bel principe o papa si piazzava in casa loro…) non per niente siamo nel “Secolo dei Genovesi”

Genova ha conservato praticamente tutto…apro una parentesi per ricordare un immenso studioso della città: Ennio Poleggi che è stato il primo a evidenziare, analizzare e far diventare patrimonio dell’umanità queste meraviglie.

Nel 2004 Genova era capitale europea della cultura e ha realizzato moltissimi restauri di questi palazzi

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Sono incredibilmente vari, dentro, fuori, sopra e sotto…scaloni di marmo e ardesia, giardini pensili, affreschi, stucchi…una magnificenza senza fine…

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ogni dettaglio è un capolavoro, ogni particolare merita una storia a sé…

non sono assolutamente degna di raccontarveli con i miei disegni, ma l’amore che nutro per questo incanto lo posso trasmettere solo con la gioia di disegnarlo…

(alla prossima puntata…)

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it is difficult to try to tell one of the most important artistic heritage of the world … (sorry for my usual Genoese pride but this time I’m touching a really incredible topic) … I would like to start from this: Genoa is going through a very difficult period and, to balance the  apprehension that is suffocating us, I set myself to study and draw one of its most precious treasures: the Palazzi dei Rolli. What are? What were they?

In 1576 the Genoese Republic established, with a senatory decree, that the most beautiful buildings of the city had to be made available to accommodate the highest personalities of Europe who came to visit … we are talking about emperors, princes, popes … practically a public system of private homes …

The list of palaces worthy of such charge (there will be several with various updates) is called “Rollo degli alloggiamenti pubblici” and contains dozens and dozens (we arrived at about 150) buildings owned by the richest and most powerful families of the Republic .

The aforementioned families took on exorbitant expenses but reaped stratospheric advantages (imagine what network of “public relations” they established when a handsome prince or pope used to place himself in their house …) not for nothing are we in the “Genoese century”

Genoa has preserved almost everything … I open a parenthesis to remember an immense scholar of the city: Ennio Poleggi who was the first to highlight, analyze and make these marvels become the heritage of humanity.

In 2004 Genoa was the European capital of culture and has made many restorations of these buildings

They are incredibly diverse, inside, outside, above and below … marble and slate staircases, hanging gardens, frescoes, stuccos … an endless magnificence …

every detail is a masterpiece, every detail worthy of a story in itself …

I am absolutely not worthy to tell you about it with my drawings, but the love I have for this enchantment can only be transmitted with the joy of drawing it …

(See you on the next episode…)

Via Garibaldi a Genova, strade, vicoli, caruggi di Genova, cosa visitare

Autumno inclusi aurum

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I frutti dell’autunno hanno colori di gemme, trasparenze e luce di gioielli incastonati in sapori straordinari: il calore dell’estate rimane racchiuso tra quelle bucce coriacee…

E quale piacere nell’aprirle aspirarne i profumi, assaporarne i nettari, riempirsene naso, bocca e cuore!

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The fruits of autumn have colors of gems, transparencies and light of jewels set in extraordinary flavors: the warmth of the summer remains enclosed in those coriaceous peels …

And what a pleasure in opening them, inhaling their aromas, savoring their nectars, filling their nose, mouth and heart!

Deep Purple…

(…)Kentucky woman
she shines in her own kind of light
She looks at you once in a day
And what’s wrong is alright (…)img20181026_19534132
Un sapore dell’autunno, un colore dell’autunno è la rapa rossa, un rosso che trascende ogni immaginazione, di una profondità incredibile, quasi irriproducibile…Deep Purple!

A taste of autumn, a color of autumn is the red turnip, a red that transcends every imagination, of an incredible depth, almost unreproducible … Deep Purple!

Autumn in orange!

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una zucca piccolissima, verdissima e con la buccia molto coriacea, stava lì, sul tavolo di cucina ed io  aspettavo da tempo, la guardavo e non mi decidevo…

oggi l’ho dipinta, dentro e fuori. Dipingere dal vero significa anche annullare l’ego e rimanere vuoti, nel vuoto zen, a farsi permeare dal soggetto…

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…e anche Sua Maestà ho voluto dire la sua…

 

 

a very small pumpkin, very green and with a very tough peel, it was there, on the kitchen table and I waited a long time, I looked at it and I did not decide …

I painted it today, inside and out. To paint  also means to cancel the ego and to remain empty, in the zen vacuum, to let itself be permeated by the subject …

…and also His Majesty I wanted to observe in his own way

Tunc omnia mutat

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Il mio minuscolo orto urbano viene utilizzato soprattutto come soggetto per la pittura.

Mi emoziona vedere ogni giorno cosa compare di nuovo ai miei occhi: ogni volta è una sorpresa!

Dipingendo scopro particolari che alla sola vista non riesco a identificare, la pittura è per me anche il veicolo per capire la struttura meravigliosa della natura.

Il primo acquerello è della pianta di cetriolo appena spuntata, datata 3 giugno…

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Oggi ho dipinto il frutto della pianta che avevo lasciato intatto per vedere i suoi cambiamenti nel tempo…è incredibile come ogni aspetto dell’esistere in fondo si assomigli…da bambino a vegliardo centenario, con le sue rughe, i suoi raggrinzamenti, il suo piegarsi e incurvarsi. E ogni età ha le sue bellezze…

 

My tiny urban garden is used primarily as a subject for painting.

It excites me to see every day what appears again in my eyes: every time it’s a surprise!

By painting I discover details that at the sight alone I can not identify, painting is also the vehicle for me to understand the marvelous structure of nature.

The first watercolor is of the newly-planted cucumber plant, dated 3 June …

Today I painted the fruit of the plant that I had left intact to see its changes over time … it is incredible how every aspect of existence basically resembles … from child to age-old centenary, with its wrinkles, its wrinkles , its bending and sagging. And every age has its beauties …

gratitude

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Questo ancora sai donarmi, in una mattina di ottobre inoltrato?

Nel mezzo di un cielo terso sai sorridere in questo modo?

Incurante del fogliame che ti si sta seccando addosso, delle notti che si sono raffreddate e ti raffreddano, sai donarmi una tale esplosione di luce e di gioia?

Dentro di te insetti affamati si nutrono e stupiscono, brulichio di formiche incredule, di minuscoli moscerini attoniti di tanta grazia: io mi siedo, silenziosa, mi faccio infinitesimale, ti osservo e ti ringrazio.

 

Can you still give me this one on an October morning?

In the middle of a clear sky can you smile like this?

Oblivious of the foliage that is drying on you, of the nights that have cooled and cool you, can you give me such an explosion of light and joy?

Inside you hungry insects feed and amaze, swarming of unbelieving ants, of tiny flies astonished by so much grace: I sit down, silent, I become infinitesimal, I look at you and I thank you.