Forme disgregate

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Miei cari! quanto quanto tempo di assenza, e me ne scuso…la quarantena ha fatto scattare in me una necessità di ricerca dell’essenziale. Difficile spiegarsi, difficile raccontarlo. Lontano dai mezzi di comunicazione per arrivare al proprio essenziale attraverso un lungo viaggio interiore fatto di pittura, musica, lettura. Bisogno di non stare al telefono, di non ascoltare la radio. Sperimentare e approfondire più tecniche possibile anche perché mi accorgo che ogni tecnica pittorica dà possibilità e intenti diversi, molto più di quel che credevo.

L’acquerello che, assieme alla tempera, amo molto, sta diventando una specie di metafora della rappresentazione figurativa: cosa è figurazione? perché cercare sempre una traccia realistica in quello che realtà non è, essendo un’espressione pittorica?

é una via molto più complessa nella pratica che nella teoria: quando si è percorso un certo  tracciato  per anni, cercare un orizzonte diverso è molto difficile…ma non demordo, l’acquerello è la tecnica che meglio consente certi cambiamenti di rotta: veloce, immediato, è pulito solo se fatto di getto, altrimenti rischia di diventare un pò “pesto” e un surrogato del colore ad olio, almeno, questo è quello che vale per il mio lavoro.

Ho piacere di condividere con voi un piccolo acquerello che sta faticosamente cercando di imboccare un sentiero appena tracciato.

Un abbraccio a tutti, forte e affettuoso

9 pensieri su “Forme disgregate

  1. Che piacere Margot averti di nuovo nel blog!!! Si sentiva la tua assenza, Ora per fortuna il momento di incertezze è passato e sei di nuovo con noi! E’ un piacere leggerti e una gioia per gli occhi ammirare il tuo delicato acquerello che sta’ prendendo forma.

    Contraccambio l’abbraccio, forte e affettuoso! Ciao!!! ❤ ❤

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  2. Secondo me la pittura non deve occuparsi di inseguire il realistico a tutti i costi. Ovvero quei pittori che fanno quadri che sembrano fotografie, sono sì bravissimi, ma compiono, dal mio punto di vista, una fatica inutile. Molto meglio quando da “pochi” tratti e dei colori irrealistici nasce un’emozione che richiama la realtà (o anche no).
    Ciao!

    Piace a 1 persona

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